sabato 25 ottobre 2014

Non sarò

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Non sarò condottiero di un esercito
ma sto imparando
a condurre la mia anima
fra gli accampamenti infangati.

Non sarò mai capitano di un maestoso vascello
ma sto costruendo la mia misera zattera
cominciando dal più esile ramoscello
raccolto sulla riva del mio mare in tempesta.

Non sarò mai Regnante di una moltitudine
ma sto strofinando in ginocchio
gli opachi e sudici marmi
nel castello della mia interiorità
per farli risplendere e osservarli
con la compiacenza di una serva
sempre desta
sempre in attesa.

04.10.2014

giovedì 2 ottobre 2014

Volti nei ricordi

immagine presa dal web
Vi è una ruga
che accarezzo con la forza del ricordo,
vi è nel mio cuore
il suono di una voce canterina
fra le labbra sottili e sorridenti,
lì innanzi al fuoco scoppiettante,
vedo ancor
con gli occhi del cor
le mani di una nonna
sfregar le lisce ginocchia arrossate
dall 'ardente calor.

Come un invisibile vinile silenzioso
placido nel suon,
odo racconti di guerra
di un nonno
che il pane impastava,
lì nella cara cucina
tinteggiata dal fumo.

Sento quei profumi
vivi nel mio olfatto,
e se pur io oggi impasto il pane,
quel pane,
quello dei nonni aveva un'altro sapor,
caldo fra le mani
come le loro carezze
sul volto della mia infanzia.

Grata continuo
con cura a calpestar
il dolce sentier
del rimembrar.

02.10.2014

martedì 23 settembre 2014

Legno incrociato

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Nei  riflessi mattutini,
serrando le  umide iridi sul mio volto,
ho sfiorato
il legno incrociato,
  le impronte digitali si son fuse
alle sue venature consumate,
come un costato colpito
dall'odio insensato.
Si ho chiuso le mie pupille impure
e ho accarezzato il legno incrociato
della mia anima confusa,
anima del mondo,
anima nutrita dalle lacrime eterne,
ho toccato quel legno consumato
ma vivo e vibrante,
nulla ho temuto,
libera ho vagato
fra i dolori degli estranei
e viva ho vibrato
come quel legno soffiato
dall'eterno respiro.


16.08.2014

martedì 2 settembre 2014

RIFLESSIONI IN AFORISMA

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 " Spesso quello che non riusciamo  a diventare,è quello che non abbiamo 
il coraggio di essere" 

lunedì 1 settembre 2014

Il nostro posto




Uno scatto amatoriale"vitree trasparenze"
Non mi illudo di amarti
sento quest'amore viscerale travolgermi:
amore come dono ricevuto
a cui non posso rinunziare.


Non mi accontento di amarti,
vivo in quest'amore
da prima che nascessi.


Non mi incateno più a quest'amore,
volo sospesa da te nel nostro quotidiano
sospesa anche dal vento delle nostre intemperie.


Godo dei tiepidi raggi consolatori
odo quel vento fra i rami di noci settembrini,
scrutandoli dalle vitree trasparenze
del nostro tetto coniugale.


Dopo una profumata pioggia,
preludio di un dolce autunno,
calpesto il viale infangato dentro i tuoi passi
e tu calpesti i miei.

Non fingo di vivere l'amore perfetto
conosco la nostra imperfezione
e cerco la nostra direzione.


So di amarti nella difficoltà
con una beatitudine immensa
perchè il nostro posto è questo,
uno a fianco all'altro
dove Lui ci ha posto.

 01.09.2014
        

lunedì 11 agosto 2014

POESIA...PROFEZIA

SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO

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Spesso il male di vivere ho incontrato
era il rivo strozzato che gorgoglia
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Da "Ossi di seppia" di Eugenio Montale



Ci sono versi che raccontano un dolore,una delusione,una indignazione,ci sono versi che celebrano e poi ci sono versi che escono dai pensieri del poeta come una descrizione di immagini ,apparentemente incomprensibili ma se lette con cuore rivelano una verità.Ciò che sto per scrivere non deriva da una profonda conoscenza della poesia ma semplicemente da quello che questi versi mi trasmettono
"Spesso il male di vivere ho incontrato" è qualcosa che tutti possiamo dire,è quel male che gorgoglia dentro le nostre anime indifferenti,quell'angoscia che ci fa accartocciare come una foglia pronta a morire calpestata dalle nostre cupe paure.Cerchiamo di riflettere anche su"divina Indiffereza",due termini che accostati tra loro stonano :come può l'indifferenza essere divina?forse a ricordarci che nel nostro menefreghismo restiamo comunque creature divine,figli di Dio, chiamati ad amare il prossimo?  oppure se osserviamo bene il verso potremo notare che "Indifferenza "è scritto con la maiuscola,quasi come un monito per destarci e farci capire quanto "L'INDIFFERENZA" stia diventando un idolo terribile che alimenta "Il male di vivere".Quel male di vivere oggi lo troviamo in tutti quei corpi stramazzati sui vicoli del mondo,fra le guerre insensate e le differenze sociali assurde.Quel male di vivere lo portiamo dentro come vessillo del nostro vivere statuario,noi uomini -statue assopite,quasi abituate a tutte queste ingiustizie,tanto che alla fine non sappiamo darci alcuna spiegazione.

Senza sponda

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Non mi lasciare
non mi abbandonare
non trattenermi su queste sponde.

Vienimi a rapire
 nuda dalle mie paure
fammi attraversare le profondi acque
gettami nel vento
e lasciami volare 
oltre i confini dei miei limiti.

                             14.01.2014