martedì 23 settembre 2014

Legno incrociato

immagine presa dal web

Nei  riflessi mattutini,
serrando le  umide iridi sul mio volto,
ho sfiorato
il legno incrociato,
  le impronte digitali si son fuse
alle sue venature consumate,
come un costato colpito
dall'odio insensato.
Si ho chiuso le mie pupille impure
e ho accarezzato il legno incrociato
della mia anima confusa,
anima del mondo,
anima nutrita dalle lacrime eterne,
ho toccato quel legno consumato
ma vivo e vibrante,
nulla ho temuto,
libera ho vagato
fra i dolori degli estranei
e viva ho vibrato
come quel legno soffiato
dall'eterno respiro.


16.08.2014

martedì 2 settembre 2014

RIFLESSIONI IN AFORISMA

Immagine presa dal web

 " Spesso quello che non riusciamo  a diventare,è quello che non abbiamo 
il coraggio di essere" 

lunedì 1 settembre 2014

Il nostro posto




Uno scatto amatoriale"vitree trasparenze"
Non mi illudo di amarti
sento quest'amore viscerale travolgermi:
amore come dono ricevuto
a cui non posso rinunziare.


Non mi accontento di amarti,
vivo in quest'amore
da prima che nascessi.


Non mi incateno più a quest'amore,
volo sospesa da te nel nostro quotidiano
sospesa anche dal vento delle nostre intemperie.


Godo dei tiepidi raggi consolatori
odo quel vento fra i rami di noci settembrini,
scrutandoli dalle vitree trasparenze
del nostro tetto coniugale.


Dopo una profumata pioggia,
preludio di un dolce autunno,
calpesto il viale infangato dentro i tuoi passi
e tu calpesti i miei.

Non fingo di vivere l'amore perfetto
conosco la nostra imperfezione
e cerco la nostra direzione.


So di amarti nella difficoltà
con una beatitudine immensa
perchè il nostro posto è questo,
uno a fianco all'altro
dove Lui ci ha posto.

 01.09.2014
        

lunedì 11 agosto 2014

POESIA...PROFEZIA

SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO

immagine presa dal web
Spesso il male di vivere ho incontrato
era il rivo strozzato che gorgoglia
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Da "Ossi di seppia" di Eugenio Montale



Ci sono versi che raccontano un dolore,una delusione,una indignazione,ci sono versi che celebrano e poi ci sono versi che escono dai pensieri del poeta come una descrizione di immagini ,apparentemente incomprensibili ma se lette con cuore rivelano una verità.Ciò che sto per scrivere non deriva da una profonda conoscenza della poesia ma semplicemente da quello che questi versi mi trasmettono
"Spesso il male di vivere ho incontrato" è qualcosa che tutti possiamo dire,è quel male che gorgoglia dentro le nostre anime indifferenti,quell'angoscia che ci fa accartocciare come una foglia pronta a morire calpestata dalle nostre cupe paure.Cerchiamo di riflettere anche su"divina Indiffereza",due termini che accostati tra loro stonano :come può l'indifferenza essere divina?forse a ricordarci che nel nostro menefreghismo restiamo comunque creature divine,figli di Dio, chiamati ad amare il prossimo?  oppure se osserviamo bene il verso potremo notare che "Indifferenza "è scritto con la maiuscola,quasi come un monito per destarci e farci capire quanto "L'INDIFFERENZA" stia diventando un idolo terribile che alimenta "Il male di vivere".Quel male di vivere oggi lo troviamo in tutti quei corpi stramazzati sui vicoli del mondo,fra le guerre insensate e le differenze sociali assurde.Quel male di vivere lo portiamo dentro come vessillo del nostro vivere statuario,noi uomini -statue assopite,quasi abituate a tutte queste ingiustizie,tanto che alla fine non sappiamo darci alcuna spiegazione.

Senza sponda

immagine presa dal web
Non mi lasciare
non mi abbandonare
non trattenermi su queste sponde.

Vienimi a rapire
 nuda dalle mie paure
fammi attraversare le profondi acque
gettami nel vento
e lasciami volare 
oltre i confini dei miei limiti.

                             14.01.2014

lunedì 21 luglio 2014

Ortensia sbriciolata

immagine presa dal web

Chi sono?
Sono quella bambina
senza ali pronta a volare,
sono quella goccia di rugiada
sul volto dell'inquietudine.
Chi sono Padre?
sono quella donna custode
di gemme preziose a me affidate,
sono i passi di chi percorre le mie strade.
sono un urlo chiuso nel silenzio.
Chi sono ?me lo chiedo in ogni istante...
Sono una figlia in ginocchio
 che sostenuta da una mano
si solleva e scalza  si incammina,
sono il volo di una colomba verso lo smeraldo.
Sono una misera ombra in cerca della luce.
Chi sono?dimmelo!
Sono un'ortensia sbriciolata dalla vita,
sono un soffio dei tuoi pensieri
nei miei versi,
sono la preghiere ad un fascio di luce
sono un bisbiglio udito fra le fronde,
fra il tintinnio della pioggia in un temporale estivo.
Padre chi sono?Tu lo sai
sono tua ,lo sono sempre stata...
sempre lo sarò.