lunedì 10 dicembre 2012

Metropolitana

Portiamo
dentro una metropolitana esistenziale,
corriamo,
ci affanniamo
a salire e scendere
 da vagoni colmi di paure
traboccanti di  sicurezze fasulle
di cui riempiamo le culle.

Ci perdiamo
tra i binari
e spesso stesi sul freddo ferro,
attendiamo
l'arrivo dell'ultimo vagone.

Guardiamo gli altri passeggeri
passeggiare nei loro pensieri ambulanti,
pendolari dello scorrere del tempo,
e non li conosciamo.

Giudichiamo,parliamo 
menefreghisti di noi stessi
soffriamo......
continuiamo a vagare
nei vagoni vuoti di certezze.

Io scendo,voglio urlare
sottovoce fra sordi passeggeri
voglio urlare....scrivendo.

               4.12.2012

sabato 8 dicembre 2012

Muro


Si frange la mia anima
contro il muro dell'indifferenza,
contro il muro della mia ira nascosta,
repressa
ingabbiata.

Si spappola il mio  cervello
nel capire a chi appartiene la colpa.
E' mia?
E' degli altri?
E' del vento gelido che entra nelle ossa?
E'  di chi dovrebbe essermi vicino,ma è lontano?
Perso nella sua distanza  aumenta la mia distanza.
Vorrei essere compresa 
e non arresa.
Vorrei essere
ascoltata e consolata,
vorrei poter piangere un giorno intero
lì vicino a quel muro ,aggrappata a quel muro
bagnarlo e consumarlo...
scioglierlo....
fra la rugiada del tempo che fu.

Aprile 2006




venerdì 7 dicembre 2012

LIBRO "Dona Flor e i suoi due mariti" di Jorge Amado

"Dona Flor era sempre stata,e si era sempre considerata,una buona padrona di casa,ordinata puntuale e accurata.Buona padrona di casa e brava direttrice della sua Scuola di Culinaria,dove accumulava tutte le cariche,col solo aiuto della donna di servizio,fiacca e abulica,e con la collaborazione amichevole della piccola Matilda,curiosa di piatti e ingredienti.Non aveva mai avuto reclami dalle alunne,nè incidenti che turbassero la pace delle lezioni.Tranne,naturalmente,quelli provocati dal primo marito,poichè, come già ben sappiamo,l'estinto non era tipo da rispettare orari o impegni di lavoro altrui, nè suscettibilità o pudori:[...]
Ah! ma in realtà,lei, dona Flor, non aveva idea nè di regole nè di metodo,era ben lungi dall'aver ordine in casa e nella scuola,la sua esistenza si svolgeva senza un piano e senza una direzione.Le ci volle la vita in comune col dottor Teodoro........"
Ecco  il personaggio femminile di questo romanzo del 1966,un romanzo allegro e  divertente, che riesce a farti sentire tutti i profumi e gli aromi della cucina di dona Flor,profumi di cocco e olio di palma fra ritmi di samba  e corpi sinuosi ,avvolti nella calura e nel calore brasiliano. Ciò che mi  ha colpito nel libro è stato il dualismo di questa donna :Flor è  divisa fra due uomini Vadinho e Teodoro,un  fantasma e un secondo marito in carne e ossa, ma ,soprattutto ,è divisa fra l'apparire e l'essere, fra ciò che crede di essere e ciò che prova ad essere,fra il pudore e il piacere.Il suo corpo formoso e seducente le crea sensi di colpa durante la vedovanza, ma anche orgoglio per quegli sguardi che la sfiorano per strada,e che lei sente sotto le vesti merlettate.La sua carnalità irrompe nei suoi schemi di vita quotidiana e sociale,tanto da percepirsi anche mentre cucina con i suoi grembiuli aderenti,stretti sui fianchi là dove la stringeva il primo marito,per trasportarla in una danza sensuale.
E la sensualità che fuoriesce da queste pagine è coinvolgente,ma mai volgare:"Fece tutto per  raggiungerla, e la raggiunse, e i due s'incontrarono finalmente,uniti in un abbraccio stretto e in un bacio profondo.Circonfusi di ahi,di sospiri,di languori,e di freddo,poichè il lenzuolo,nel calore dello scontro amoroso,era scivolato giù dal letto....."
Infondo questo romanzo raccontando di  dona Flor ,del suo mondo e dei suoi due mariti, lascia trapelare la realtà di ognuno di noi,della vita di tutti che ci sforziamo di apparire ,ma riusciamo ad essere noi stessi solo se ci abbandoniamo all'amore lasciando scivolare dai nostri corpi e dalla nostra anima il timore di essere giudicati.

15 mesi


Ho letto 
di un angelo
dalle costole rotte
dal peso di un mostro,
di un angelo
dalle intimità violate
nella sua innocenza,
nella sua debolezza,
nella sua fragilità.

Ho pianto
incredula,
indignata,
impotente.

Ho pensato
a tutti gli angeli
nascosti nei boschi casalinghi
con le loro ali spezzate,
da orchi e streghe
nella favola degli orrori.

Ho pregato.
                      
                                    06.12.2012


giovedì 6 dicembre 2012

LIBRO "Paula " di Isabel Allende

Io non ho autori preferiti,leggo un libro per una curiosità  che scaturisce o dal titolo o dalle prime righe.Confesso che in rari casi mi sono anche costretta a leggere libri, al principio incomprensibili per rispetto del libro stesso.Questo perchè per me i libri sono custodi di pensieri ed emozioni che meritano essere almeno sfiorati da noi lettori ignoranti di quelle pagine,cosi da scoprire quei mondi unici.I libri per me hanno una loro sacralità.
Tutto questo non è accaduto con "PAULA".Ho letto questo libro circa 8 anni fa,ma lo custodisco nella mia pelle.Ho letto questo libro perchè il suono del  nome dell 'autrice mi  avvolgeva come una mamma avvolge una figlia indifesa.Ho letto questo libro perchè avevo adorato il film"La casa degli spiriti",tratto dal primo romanzo di Isabel Allende.
Non è mia intenzione raccontare il libro e tanto meno dare nozioni sulla biografia dell'autrice ,per questo c'è google.
Voglio provare a trasmettere le sensazioni,le inquietudini e le gioie che mi hanno dato questo  romanzo.Una sorta di confessione che una madre fa ad una figlia in  fin di vita.Da ogni riga di queste pagine scaturisce la sofferenza,ma anche l'accettazione di un dolore così profondo e disumano.E' un raccontarsi,un salutarsi, è un  lasciar andare,scorrendo la propria vita fra le pagine e gli affluenti dell'inchiostro.
"Sono il vuoto,sono tutto ciò che esiste,sono in ogni foglia del bosco,in ogni goccia di rugiada......sono Paula..."

Ladri

Rubare un attimo al tempo
per ritrovarsi,
rubare il silenzio
fra i rumori della quotidianità,
per incontrarsi
per ascoltarsi.

Sottrarre la quiete
fra il vociare dei pensieri
per stringersi,
sottrarre i gesti alla banalità
per accarezzarsi
per sfiorare con le dita le labbra
e sentire l'altro in un gesto
nella punta di un minimo gesto.

Perdersi come ladri
dell'impalpabilità,
briganti fra la folla di signori
vestiti solo di noi stessi.

                              06.12.2012

mercoledì 5 dicembre 2012

Mutamento

Cambiano i gesti,
le abitudini,
le sensazioni,
cambiano gli odori.

Muta la vita
quando percepiamo
 nel cuore e nel ventre
quell'invisibile movimento,
battito nel battito,
spinta dopo spinta,
dolorosamente
lo lasceremo  scivolare via 
da noi stesse
urlando.
 
                   04.12.20012