giovedì 25 novembre 2021

Vado(1522)

Immagine presa dal web 


Gli ultimi passi verso casa

risuonano.


Una strada infinita, di corsa

percorsa

per non essere percossa,

il tremulo affanno

temuto compagno.


Passi inseguitori alle spalle

incalzano i miei.


La porta dietro rinchiusa, 

quante volte sbattuta

da colui che del mio corpo abusa.


Nella cornice rettangolare

mi sono sentita

per un istante protetta.

Ho preso fiato.

Dura poco la quiete

Divampa il terrore

di un disfunzionale amore.


Ecco un colpo...

Ecco un boato...

Ecco un odio urlato,

sbattuto, 

spinto,

calciato,

in vano denunciato.


Si spezza la porta

sulla mia schiena.


Lo sguardo inumano

mi attraversa

non sarò più me stessa.


La stretta maschile, meschina

cinge il mio collo.


Non eri più l'amato.

Non ero mai stata amata.


La morsa della violenza mi afferra,

il cranio premuto

sull'intonaco scheggiato

resta immobilizzato.


Un urlo senza voce

nessuno lo ode.

Uno spasmo di un corpo paralitico

nessuno lo sente.


Un dolore acuto all'addome...

Un' altro....

Un'altro...

Un'altro ancora.....


Nel mio ventre

hai conficcato la lama

del tuo odio perpetuato

Calcolato,

premeditato.


Lo stringo,

premo per trattere la vita

anche quella che cresceva 

a tua insaputa.

Guardo le mie mani insanguinate. 

Anche tuo figlio muore con me.


Sono stanca..... Vado.

Per me è l'ora del desio.


25.11.2021


Colomba Belforte 


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